BREVI CENNI DI STORIA DELLA CITTA’ DI BISCEGLIE

Bisceglie è posta  su di un territorio abitato fin da tempi remoti e il femore di un uomo Neanderthal, trovato nella Grotta di Santa Croce, insieme ad altri importanti reperti, lo provano. Si trova in una posizione geografica che determina un clima mite, una terra fertile e un porto naturale. Questo è stato usato da sempre, è scavato tra due lame ed è tale da offrire un riparo eccellente dai venti del nord e dell’est. Tutto questo ha creato il giusto luogo perché la civiltà potesse crescere e prosperare. Dalle vestigia del paleolitico si è  giunti agli insediamenti neolitici individuati in vari siti, in cui sono state reperite testimonianze significative. L’età del bronzo ha tramandato importanti monumenti megalitici come i dolmen, a prova di un territorio con presenze umane importanti. Sono meno presenti  vestigia greche e romane, ma è evidente che il territorio non ha mai smesso di essere abitato ed è un luogo ove si sono succedute le generazioni e le varie culture hanno potuto svilupparsi. Numerosi sono i casali, villaggi dell’alto medioevo  sparsi nell’agro, in cui gruppi di abitanti hanno vissuto tempi incerti e difficili   sotto la podestà del Gastaldato Longobardo di Canosa di Puglia. Dall’Ottocento fu il Gastaldato Longobardo di Trani ad essere titolato alla gestione del territorio. Dopo un breve periodo in cui la Terra di Bari fu soggetta al dominio saraceno i Longobardi e i Bizantini, tra loro in competizione, ne ripresero il controllo. Si è passati, verso l’anno 1000, alla civitas normanna.  I Normanni hanno dato importanza a un probabile casale antico dal nome Vigiliae, favorendo la nascita della sede  vescovile nel 1063 e il crescere di un fiorente centro agricolo e commerciale con rilevanti attività artigianali. Normanni, Svevi e Angioini si sono succeduti nel tempo e hanno lasciato vestigia e monumenti che adornano la città, come la Concattedrale dedicata a San Pietro, le chiese di Sant’Adoeno, San Matteo, Santa Margherita, la torre normanna, il castello svevo-angioino. Il cammino della storia l’ha resa feudo dei Del Balzo con gli aragonesi, quindi ducato di Alfonso d’Aragona e della sua sposa Lucrezia Borgia. Nel 1513 la città ha pagato un riscatto per ottenere  alcune  facoltà quali il poter provvedere in proprio alla difesa e armare galee  per concessione regia e nel 1532, con Carlo V d’Asburgo, è diventata città demaniale. Nel 1569 alla città furono dati alcuni regolamenti amministrativi come i capitoli municipali in vigore fino al 1806. Tra il Seicento e Settecento Bisceglie ha avuto un notevole impulso nell’economia e nel progresso civile, si è ingrandito l’ospedale nato nella metà del Cinquecento e sono sorti vari conventi e palazzi nobiliari di pregio artistico e architettonico. Tra il 1714 e 1738 la città è stata sottoposta al dominio austriaco come tutto il Regno di Napoli. La riconquista borbonica, durata fino al 1860, ha visto una popolazione cresciuta al di fuori delle mura aragonesi, realizzate per una migliore difesa della città anche dalle armi da fuoco tra il Quattro e il Cinquecento. Questo primo nuovo assetto della città moderna ha continuato a svilupparsi, mantenendo integro il borgo antico che mostra autentici gioielli architettonici e storici. La vita economica, nella seconda metà del XIX secolo, ha visto una Bisceglie, dopo la realizzazione della ferrovia adriatica nel 1865, lanciata alla conquista dei mercati del Nord Italia e dell’Europa per l’esportazione ortofrutticola, in cui ha primeggiato per gran parte del Novecento. I frutti di questa ricchezza sono stati trasformati in palazzi dal delicato e armonioso stile floreale nella parte nuova della città. Bisceglie, dopo varie e alterne vicende che hanno visto fiorire e tramontare varie attività imprenditoriali come le confezioni e servizi di primaria importanza assistenziale quale la Casa della Divina Provvidenza, si presenta, attualmente, moderna, espressione di un terziario maturo, propensa alla visione globale del turismo, del commercio, della cultura.

TOMMASO  FONTANA